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VI DICHIARO MARITO E MOGLIE…

Con queste parole il notaio Claudia do Nascimento Domingues dello Stato di Sao Paulo ha omologato l’unione civile fra un uomo e due donne, conviventi more uxorio a Rio de Janeiro.

 

Secondo il pubblico ufficiale, la richiesta presentata dai tre era legittima, non scontrandosi con alcun divieto legale e così il trio innamorato, che collaudava l’esperienza già da anni, si è legalmente sposato. L’unione, è avvenuta tre mesi fa a Rio De Janeiro, ma la notizia è stata resa pubblica da Globo tv solo ora.A detta del notaio, nessun vincolo legale impedisce un’unione a tre.

Il notaio ha dichiarato all’emittente brasiliana di «Non inventare assolutamente nulla, ma riconoscere ciò che esiste. Quello che prima era considerata una famiglia, non è quello che possiamo considerare oggi».
Tutto ciò si inserisce in un contesto sociale che vede grossi cambiamenti in Brasile: le coppie di fatto sono legalmente riconosciute dal 2004, e nel 2011 è stato celebrato il primo matrimonio gay. L’anno scorso,l a Corte Suprema brasiliana aveva esteso alla coppie di fatto omosessuali i diritti successori previsti dalla legge per le coppie sposate.

La seconda notizia in tema viene da PARIGI, per cui dal 23 agosto basterà d’ora in poi un notaio ai francesi che vogliono regolarizzare la loro unione con il Pacs (Patto civile di solidarietà), La legge che snellisce e rinnova alcuni ruoli della magistratura è uscita sulla Gazzetta ufficiale e sancisce che i notai possono autenticare o sciogliere i Pacs in autonomia.

Si tratta chiaramente di due notizie molto diverse tra loro accomunate però dalla figura del notaio chiamato a svolgere dall’ordinamento del proprio paese funzioni civili che riflettono gli orientamenti culturali e sociali del momento.

In un paese come il nostro dove tutto quello che è fatto all’estero viene visto come positivo e progressista, mi chiedo tra il serio ed il faceto: anche in Italia il notaio potrebbe essere chiamato a svolgere tali compiti? e se sì potrà invocare l’obiezione di coscienza?

Certo che al notaio del 2000 si aprono prospettive mai ipotizzate sino ad ora. In effetti non ho mai pensato che fosse una professione arida ma pensare di poter brindare a nuovi unioni di qualsiasi tipo francamente travalica ogni mia capacità di immaginazione. Staremo a vedere.

 

E L’AVVENTURA CONTINUA……

 

Quando ho cominciato il mio primo viaggio sul web a febbraio non avrei mai immaginato che potesse essere un’esperienza così coinvolgente e gratificante.

Il sito che racconta la mia storia e professione in circa 4 mesi è stato visitato ben 20.000 volte con 50.000 pagine visualizzate.  Questi numeri si spiegano con la decisione di presentarsi  sempre con naturalezza e spontaneità, coinvolgendo le persone che intendono interagire.

Per questo motivo ci riprovo a mettermi in discussione ed affrontare una nuova sfida, lanciando altri 5 mini siti, che il mio alter ego, la mucca viola  vi illustrerà.

E’ diventato sempre più importante essere presenti in rete, e ancor più essere disponibili, attenti e reattivi . In questi mesi ho ricevuto  molti ringraziamenti per le notizie pubblicate, ma soprattutto perchè siamo riusciti a creare un dialogo, rispondendo a precise esigenze e domande. Ciò mi ha portato a ideare dei siti più specialistici studiati in modo accattivante  e  presidiati da persone, come i miei collaboratori, sempre pronti e disponibili a prendere nota delle richieste che arrivano dal web.

Il primo di questi ha come tema la compravendita, negozio principe  del campo notarile, e da sempre oggetto di mille quesiti e domande. Il mio collaboratore, dottor Stinco,  ci accompagnerà in questo cammino,  di cui sono sicuro nessuno ne resterà deluso.

E così si cominci, in compagnia della mucca viola….. www.compravendita-immobiliare.it

 

 

IL PRECARIATO NOTARILE

 

Il ministero di Grazia e Giustizia ha appena annunciato il rinvio della  pubblicazione del concorso notarile di 150 posti al 7 settembre 2012, con possibilità di un ulteriore differimento.

Non posso che esprimere tutta la mia solidarietà a tutti coloro che stanno trascorrendo la loro giovinezza sui libri ad inseguire il sogno di svolgere una professione tra le più prestigiose ed impegnative.

Proprio per questo mi addolora leggere su FB commenti come “Il concorsista non ha diritto ad avere una vita. E questa è la regola n. 1.”

E il mio rincrescimento nasce perché questa affermazione è vera e che nonostante tutte le promesse fatte alla fine si arriva sempre alla massima gattopardesca : “ E’ necessario che tutto cambi perché tutto resti lo stesso”.

Tutte le petizioni di principio perché i concorsi si svolgessero nell’arco di un anno e già nel 2012 vi fosse il primo concorso di 500 posti che fine hanno fatto?  Ma ci rendiamo conto che rischiamo di perdere delle persone eccezionali e di rovinare loro la vita?

Purtroppo appena cala il sipario riprendono subito le solite logiche e meccanismi che stritolano tante aspettative di vita.

Esiste anche una forma di precariato notarile che è data da tutti quei giovani preparati che sprecano la loro vita tra un rinvio e l’altro di quel concorso che potrebbe decidere della loro esistenza.

A voi tutta la mia attenzione e solidarietà

QUALE NOTARIATO NEL 2000

Seconda Parte

In questo secondo momento mi permetto di condividere alcune riflessioni su quella che potrebbe essere una sintesi alle esigenze  della classe notarile e della società civile.

Se si vuole stare al passo coi tempi, occorre una vera e propria rivoluzione, un passaggio dal sistema tolemaico a quello copernicano.

Il notaio, come qualsiasi altro professionista, per non parlare di chi dovrebbe rappresentarci,  non è più, ne deve considerarsi al centro del mondo, della società.

Tutto non ruota più attorno a noi, ma occorre prendere atto che siamo noi a dover ruotare attorno al cliente, al cittadino, alle sue esigenze e bisogni .

Dobbiamo non solo costruire il nostro studio, il nostro lavoro ed impegno attorno a questo, ma percepirlo e viverlo noi in prima persona.

È un cambio di prospettiva a 360 gradi, che coinvolge non solo il Notariato, ma tutti coloro che svolgono ruoli sociali e pubblici .

Si corre altrimenti il rischio di essere una categoria, come altre purtroppo in questo momento,  autoreferente, concentrata su se stessa ad autocompiacersi della propria bravura, capacità, importanza, e qualifica pubblica.

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QUALE NOTARIATO NEL 2000

Prima Parte…

Dopo una certa pausa, servita per stemperare il clima, riprendiamo il nostro cammino, affrontando questo tema in due momenti.

Prendendo spunto da una discussione sulla Lista Sigillo intitolata  “Il decoro è oggi un optional” riporto alcuni punti dell’intervento del collega  Marzocchi Alessandro.

Lo stesso premette che in astratto I diversi modelli di notariato, uno più improntato alla libera professione e l’altro più al pubblico ufficio meritano identico rispetto.

Tuttavia seguendo il “modello libera professione” ipotizza che un quinto dei notai potrebbe soddisfare l’intera domanda, così che, in parole povere, se pochi prendono la gran parte della torta che è sempre quella, potrebbe saltare il Notariato.

L’intervento si chiude precisando che le Istituzioni non hanno deciso e pertanto spetterà alla categoria , contandosi, di imporre il cambiamento.

Apprezzo molto la lucidità del collega e mi permetto di formulare alcune mie considerazioni.

1)    Ma è proprio vero che salterà il Notariato?

2)    La categoria può imporre il cambiamento?

Il punto fondamentale è, come riconosce lo stesso, che la tendenza di oggi  è quella del libero mercato.

In questa affermazione e constatazione vi sono già insite tutte le risposte. Vi sono movimenti ed idee che permeano la società e la dirigono cercando di delineare un futuro. Sono indicazioni, come quella del libero mercato, della concorrenza, che si impongono alla categoria, dove questa può, a mio modestissimo avviso, prenderne atto e cercare di rimodellarsi senza perdere la propria identità, oppure chiudersi in se stessa, ignorando le istanze che vengono dalla società in cui si vive.

Ma sarà solo nel secondo caso che il Notariato salterà, ossia  nel momento in cui il sistema sociale non lo sentirà più come sua  parte vitale ed integrata.

Avremo un Notariato diverso, a meno che la categoria contandosi non decida per lo status quo, a difesa di quei tanti che come dice un collega nella stessa discussione, che non si sono dati da fare ma che devono essere considerati a livello economico e previdenziale  alla stessa stregua di quelli che si sono dati da fare, ossia per quelli per cui la torta deve essere sempre divisa in parti uguali fra tutti, indipendentemente dal merito  ed impegno.

Il Notariato come ogni altra categoria non può imporre il cambiamento, può solo riconoscerlo e cercare di cavalcarlo oppure ignorarlo ed esserne travolto…

FERPI

Ho avuto modo di recente di approcciarmi con questo Gruppo di Lavoro, il Ferpi Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, che ha il compito di contribuire alla conoscenza e diffusione della comunicazione nel mondo libero professionale.

http://professionistiecomunicazione.wordpress.com

L’obiettivo che questo di gruppo si pone è di fondamentale importanza ossia uno spazio dedicato al  rapporto tra professionista  e comunicazione, dove si possono trovare idee, testimonianze, buone pratiche di comunicazione,  un’opportunità per  conoscere, condividere le esperienze maturate e arricchirsi attraverso lo scambio.

Ma soprattutto devo  il mio ringraziamento, specialmente a Zarpellon Roberta per avermi fatto presente che l’idea della mucca viola, per me così scontata, in realtà non lo è, e che questo segno racchiude un sua storia e specificità.

Al riguardo mi pregio di riportare lo scritto di cui infra in quanto io stesso non troverei  modo migliore di esprimermi.

 

I PROFESSIONISTI E LA MUCCA VIOLA

Pubblicato da roberta zarpellon il 11/04/2012

In tempi difficili come questi torna assolutamente utile rileggere ( o, in caso, scoprire per la prima volta) uno dei grandi vecchi del marketing, Seth Godin, noto al mondo per imperdibili volumi come “ La mucca viola. Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone” o “ Il ruggito della mucca viola”. Che cos’è la mucca viola? La Mucca Viola è qualcosa di fenomenale, inatteso e assolutamente incredibile che è dentro il prodotto/ servizio. Una banalità? No di certo, perché, per i professionisti, essere “una mucca viola” vuol dire incrociare la propria identità ( leggi anche originalità) con le esigenze dei Clienti in un modo che colpisce e rimane impresso. Certo, lo so, sento già alzare il coro di chi ricorda che Godin illustra esempi inavvicinabili per un professionista: Ikea, Apple, Google, Logitech e Starbucks, solo per citarne qualcuno. Ma non è così.

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RETTIFICA

Per  correttezza e onestà intellettuale devo procedere a rettificare alcune mie considerazioni espresse nel blog “Pecora Nera o Mucca Viola”.

Precisamente  il punto “Il Presidente dal canto suo invitava i cari “colleghi” a presentare denunce scritte fornendo assist sul contenuto”  non  è corretto in quanto a seguito di chiarimenti è emerso che tale valutazione è stata unicamente personale non rispondente invece alle intenzioni del Presidente.

Mi scuso e mi impegno a procedere comunque e sempre a rettifica ogniqualvolta si renderà necessario.

Netiquette

Buongiorno Amici, purtroppo a seguito di ripetuti episodi spiacevoli, vorrei portare alla vostra attenzione qual è lo scopo di questo blog:

- la pagina è aperta e disponibile a ricevere le opinioni di tutti, ma verranno eliminati tutti i post e i commenti palesemente in antitesi alla buona educazione, irrispettosi del sottoscritto e degli altri, espressi in linguaggio triviale e inopportuno, inadeguati al tema, o che contengano dati sensibili. Giusto per fare un esempio commenti come quelli del notaio  Oreste Coppola che parla di montagne di pupù, fallocrazia, incapaci, palloni gonfiati, non possono  trovare posto nelle mie pagine,  oppure quelli del notaio Soldani che si permette di pubblicare sul blog di Severgnini un articolo sulle mele marcie del Notariato facendo seguire il mio nome;

- l’obbiettivo  è invece aprire un dialogo costruttivo con tutti voi. Pertanto, sono ben accette le critiche e le segnalazioni purché non si tratti di provocazioni personali ripetute che disturbino lo svolgersi del confronto.

Dimmi che repertorio fai e ti dirò che notaio sei!

Ed eccoci!

Alla fine siamo arrivati alla magica equazione che regola la logica notarile:

Più atti = meno professionalità e qualità.

Meno atti = più professionalità e qualità.

Più che un’ equazione è un vero e proprio postulato, un assioma dato già per assodato,senza possibilità di dimostrazione contraria.

In realtà ci sono poi i vari corollari se fai tanti atti :
1 – ti servi di procacciatori d’affari.
2 – utilizzi pratiche imprenditoriali  e quindi è concorrenza sleale.
3 – ti accaparri la clientela a discapito delle nuove leve.

Immaginiamoci un quadrante del cruscotto dell’auto. Quando l’indicatore supera un certo livello si finisce sul rosso. Così automaticamente quando un notaio arriva ad un certo volume di affari si accendono tutte le lucine e di default si passa tra i “cattivi”.

Quello che in tutto il mondo è universalmente considerato un obiettivo, un successo, cioè l’incremento del proprio volume di affari, perchè indice di gradimento e soddisfazione dei clienti, nel mio mondo è un’onta e un disonore.

Non starò qui a spiegare ai miei colleghi, la passione, l’abnegazione, i sacrifici, la dedizione che comporta lavorare a certi livelli. Non servirebbe a niente e non voglio polemizzare. Ricordo però che il web non è una zona franca dove si può impunemente gettare discredito e che c’è differenza tra opinione e giudizio. Nel momento in cui si valica quella soglia o si dimostra la veridicità e la solidità dei criteri utilizzati diversamente si risponde di quello che si afferma nelle opportune sedi, senza richiedere l’inversione dell’onere della prova.
Ma il nocciolo è in realtà questo: “È corretto che ci siano dei colleghi che indichino quanti atti è giusto che un notaio rediga, quante ore della sua vita deve dedicare al lavoro, oppure spetta al singolo professionista decidere cosa fare della propria vita privata e lavorativa?
La logica sottesa agli interventi dei miei colleghi porta inevitabilmente al tetto repertoriale per cui più di un certo numero di atti un notaio non può fare, con il risultato di perequare i redditi ed il lavoro all’interno della categoria non sul merito, ma per il solo fatto di essere notai.

Ma quantità nel mio operato corrisponde a qualità. Dove si collochi in questo orizzonte la maggioranza dei notai lo si vedrà a breve. In questo momento mi sembra di cogliere analogie con quel momento storico di transizione da una aristocrazia medioevale arroccata su se stessa incapace di cogliere i cambiamenti dell’incipiente Rinascimento che coi traffici commerciali, l’innovazione, il sorgere di nuove classi sociali e volontà di cambiamento  avrebbe poi portato alla Modernità.
P.S.
Ma chi lo dice poi che chi fa meno atti li fa meglio?

PECORA NERA O MUCCA VIOLA

Come preannunciato da tanti  la reazione  è arrivata.

L’occasione è stata colta dai “colleghi” da un incontro organizzato dal Consiglio Notarile di Milano il 29 marzo a Varese per: “fare ogni sforzo per condividere riflessioni, formulare proposte ed elaborare iniziative idonee a rispondere alle sfide che il futuro riserva alla nostra professione.”

L’iniziativa mi sembrava allettante, il tema accattivante, e ahimè io sventurato risposi.

In realtà più di un sospetto mi era nato, soprattutto quando il Consiglio aveva chiamato il mio studio per sincerarsi della mia presenza; ma da qui a pensare di essere il piatto principale della serata !

 

Mai mi sarei aspettato un attacco così violento e improvviso!

Per i primi 45 minuti si è proceduto con un accanimento selvaggio e dissennato ad un attacco contro la mia persona ed il mio operato senza possibilità di replica da parte mia; il mio tentativo di abbandonare la riunione per signorilità è stato bloccato e anzi tacciato di mancanza di rispetto!

Ma nessuno di voi immaginerà mai la pietra dello scandalo.

Io ancora adesso ne sono scioccato e sconvolto.

UN CALENDARIO!!!!!!

Proprio così. Un calendario. Per la precisione il calendario da tavolo con le foto mese per mese del personale del mio ufficio che diversi miei clienti ed amici utilizzano.

Ho assistito a colleghi che si sono stracciate le vesti per lo scandalo, urlando il loro sdegno per un atto che ha gettato disonore e discredito sull’intera classe notarile.

UN CALENDARIO!!! Questo è il livello di apertura mentale del notariato a cui ho assistito. Questa è la risposta che il notariato offre ad una opinione pubblica che chiede di rinnovarsi ed abbracciare i tempi che cambiano.

L’altra parte della serata si è svolta per capire con quale capo d’accusa sarei stato crocifisso. Il Presidente dal canto suo invitava i cari “colleghi” a presentare denunce scritte fornendo assist sul contenuto.

Una delle frasi più significative l’ha detta un notaio quando tipo Sommo Sacerdote trattenendo a stento il livore ha esclamato:

“ Ha fatto anche un sito internet!! Sentite tutti : l’ha  ammesso!!”

Il grottesco è che molto probabilmente si aprirà un procedimento disciplinare nei miei confronti per questi motivi.

Il notariato si lamenta dell’immagine che l’opinione pubblica ha di noi. Io credo che addirittura sia fin troppo benevola.

Comunque io non ci stò e non ci starò.

Io non mi farò intimidire. Non rinuncerò alla mia libertà di espressione. Non mi farò mettere in una gabbia né accetterò di essere omologato e accostato a questa gente.

Dovessi andare personalmente all’Antitrust, dal Presidente della Repubblica, legarmi alle porte di un Tribunale, credo che sia una battaglia di civiltà e di libertà che trascende la mia persona e per cui valga la pena giocarsi la vita, che altrimenti sarebbe ben misera.

Il Consiglio Notarile di Milano si aspetta iniziative da parte dei miei colleghi per intraprendere un’azione disciplinare nei miei confronti per questi motivi. Forse non si aspetta la reazione della società e della gente di buon senso.

Questa è la loro mail: info@consiglionotarilemilano.it.

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